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Shiatsu-Do n° 14 - Il decalogo dello Shiatsu
23/11/2001
Redazione - Shiatsu-do

DECALOGO DELLO SHIATSU

(tratto dall’articolo pubblicato sul n. 14 di Shiatsu do)

 Il 17 marzo 1999 a Milano, su iniziativa di alcune delle maggiori associazioni di shiatsu operanti in Italia (Federazione Italiana Shiatsu, Accademia Italiana Shiatsu Do, ecc.) si è svolto un incontro per verificare e costruire le convergenze, le omogeneità  il filone comune, il nostro albero. I presenti hanno convenuto che il clima è cambiato, come le realtà che ci possono unire; far riconoscere in una immagine comune, in iniziative comuni, forse in un progetto comune (nel rispetto delle peculiarità di ciascuno). I presenti hanno prodotto una bozza di "elementi qualificanti comuni", una sorta di decalogo di ciò che identifica lo shiatsu, il nostro shiatsu.

1)         Lo shiatsu è una disciplina e un’arte che nasce nel contesto della cultura e della società giapponese; si basa su tecniche di pressione portate con le dita, i palmi, il gomito e il ginocchio secondo caratteristiche codificate.

2)         La pratica dello shiatsu produce una comunicazione rispettosa e naturale mediante il contatto e la percezione.

3)         La pratica dello shiatsu promuove la piena espressione delle risorse vitali dell’individuo per una migliore qualità della vita; favorisce l’attività e l’armonizzazione del Ki (comunemente tradotto con il termine "energia"), inteso come principio base di tutti i fenomeni vitali in natura.

4)         Lo shiatsu si occupa di situazioni di benessere e disagio, salute, vitalità intese in modo differente da come le concepisce la cultura occidentale di questo secolo: non risultano quindi applicabili i concetti di malattia e terapia come sono comunemente vissuti.

5)         La pratica dello shiatsu produce effetti benefici e rivitalizzanti in entrambi i soggetti coinvolti, che ne beneficiano sulla base delle proprie risorse e potenzialità.  pertanto una pratica che permette una possibilità evolutiva:
- per il praticante attraverso un lavoro che investe la globalità del suo fare e del suo essere (postura, respiro, rafforzamento, centralità, sensibilità, stato mentale ecc.);
- per il ricevente attraverso un risveglio generale della propria vitalità mediante aiuti e stimoli volti a migliorare e potenziare la sua capacità di relazionarsi con se stesso e con l’ambiente circostante.

 6)     Elemento centrale per lo sviluppo delle potenzialità vitali è la relazione che si esprime nello stimolo attraverso le pressioni e la conseguente risposta, la manifestazione e l’ascolto; i due soggetti praticano assieme su un piano di parità, pur nei diversi compiti: non  è possibile identificare un ruolo dominante, di direzione, di maggior potere.

7) L’operatore shiatsu opera nell’ascolto e nel rispetto delle personali condizioni del ricevente,adattando le proprie capacità espressive-tecniche alla realtà del ricevente; la comunicazione tra i due soggetti nella pratica dello shiatsu non informa ma trasforma e può produrre situazioni non interpretabili nel nostro contesto culturale abituale. Tutto ciò stimola la creazione di nuovi modelli e di un linguaggio che esprimano questo tipo di esperienze.

 8) Le modalità della pratica rendono lo shiatsu assolutamente sicuro, conferendogli possibilità di applicazione in ogni situazione; resta in ogni caso importante osservare cautele e attenzioni, soprattutto per quanti sono alle prime esperienze e non padroneggiano adeguatamente le tecniche.

 9) La formazione dell’operatore shiatsu avviene attraverso un iter personale che si sviluppa nel tempo; l’apprendimento non passa attraverso il trasferimento di informazioni ma attraverso l’esperienza diretta e pratica; risulta pertanto non appropriata qualsiasi separazione tra teoria e pratica, sapere e fare, formazione e tirocinio.

 10) Praticare lo shiatsu e proporre la pratica dello shiatsu è un diritto di ciascun individuo e di ciascun gruppo; qualsiasi limitazione alla pratica e/o alla promozione dello shiatsu è inaccettabile ; lo shiatsu appartiene a tutti ed è impensabile riservarne la pratica a una categoria professionale.