|
 |
|
|

testo completo
E' morto Mario Vatrini
Claudio Parolin - Shiatsu-do
Quando ebbi l’avventura di entrare nel seminterrato di via Arese, a Milano, dove il primo gruppo di pionieri praticava shiatsu riunito attorno a Yuji Yahiro, si parlava di "Mario", che era andato in Giappone a studiare con Masunaga. Eravamo a metà degli anni ’70 e già "Mario" aveva conquistato una figura centrale nella storia e un ruolo propulsivo nell’evoluzione dello shiatsu italiano. Non è mai stato un personaggio "facile". È stato protagonista delle più importanti vicende dello shiatsu italiano (primo presidente dell’Accademia Italiana Shiatsu Do nel ’85, primo presidente della Federazione Italiana Shiatsu nel ’90,fondatore dell’Hakusha nel ‘96 ecc.) ma ha sempre poi preso le distanze da tutte le organizzazioni, assumendo il ruolo di "coscienza critica" rispetto le "devianze" che la diffusione e la popolarizzazione dello shiatsu generava via via negli anni. "La vecchia zitella dello shiatsu" lo definivo quando, negli incontri conviviali periodici, si lanciava in filippiche veementi contro l’inaridimento della passione, la commercializzazione delle scuole, la scolarizzazione di massa dello shiatsu, l’appiattimento nelle istituzioni. Era un vero ricercatore; non si è mai accontentato di quello che c’era già e vedeva sempre un pochino più in là, forte della vasta cultura, della lunga esperienza e dell’assidua pratica quotidiana. Le intuizioni erano geniali, i contributi preziosi, gli apporti rivoluzionari. Da oltre un anno sapeva di avere un tumore che lasciava poche speranze di sopravvivenza; ha combattuto la sua ultima battaglia con grinta, impegnato a vivere "meglio" le relazioni familiari e amicali e tramandare a quanti gli stavano attorno il "meglio" dello shiatsu.
Possiamo affermare senza dubbi che, senza Mario, lo shiatsu italiano non sarebbe quello che è. Valorizzare il patrimonio che ci ha lasciato è un compito e un "piacere" che, già dal prossimo numero di "Shiatsu Do", ci assumiamo; così potremo continuare a godere della compagnia di un amico e di un compagno di strada nello "shiatsu do".
Claudio
|