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lunedì 13 marzo 2006
Legge DBN: Liguria!



testo completo

Soffia un vento nuovo 1

Lorenzo Argolini - Shiatsu-do

Roma 2002, Convegno sulle Terapie e Discipline non Convenzionali organizzato dai Radicali.
Un inglese, Presidente di un’Associazione Professionale di Operatori esordisce choccando i presenti:
"Noi inglesi siamo fortunati perché non abbiamo avuto Napoleone.


Per questo motivo l’insieme delle nostre leggi è molto più leggero del vostro.
Da noi le attività riservate alle professioni di particolare interesse pubblico, per esempio quella medica, sono limitate, tutte le altre sono di pratica aperta.
Ovviamente chi le fa ne è responsabile in prima persona."
Quello inglese è sicuramente un caso estremo di società aperta, ma il "vento" che soffia nell’Unione Europea, relativamente ai servizi professionali, è in questo senso: favorire
la più ampia concorrenza; lasciare che i vari settori economici esprimano le loro potenzialità senza interventi normativi,
o meglio, con una normativa "leggera" che preveda il riconoscimento del ruolo delle Associazioni Professionali degli operatori e la loro funzione regolatrice.
In sostanza, l’Unione Europea sta proponendo una regolamentazione duale: una "pesante" per le, poche, professioni di alto interesse pubblico (medici, ingegneri, infermieri, ecc…) quelle chiamate in Italia "ordinistiche"; una "leggera", per tutte le altre, innumerevoli, professioni oggi non regolamentate.
Il C.N.E.L. valuta che in Italia vi siano più di 3.000.000
di persone che vivono svolgendo queste professioni.
Le DBN sono fra queste. Si punta su una regolamentazione "leggera" in quanto si vuol favorire una sana concorrenza, senza troppi lacci e laccioli burocratici.
Cosa è successo in Italia.
Il grande sviluppo del nostro settore, in questi 30 anni, con la soddisfazione degli utenti, delle associazioni di consumatori,
delle istituzioni sociali, dei politici non è una novità. Tutto questo è avvenuto per la buona qualità degli operatori, dei formatori, delle scuole; il tutto sotto la regia delle Associazioni Professionali.
Alcune di queste, da diversi anni,
svolgono ruoli come l’aggiornamento e l’attestazione delle competenze professionali dei
soci, la stipula di copertura assicurativa di Responsabilità Civile Terzi, la vigilanza che il
Codice Deontologico sia osservato.
La Direttiva Bolkestein.
Nel mese di novembre 2006, l’Unione Europea ha approvato la Direttiva Bolkestein che intende favorire e garantire la libera circolazione dei professionisti, come già avviene da tempo per i beni. Questa Direttiva, che dovrà essere attuata dagli stati entro 3 anni, cioè "domani", va ad aggiungersi a quelle degli anni ‘80 e ‘90 sulla regolamentazione delle A.P. e quelle del 2005 relative alla omogeneizzazione delle Qualifiche professionali. Insomma, il grande disegno relativo alla regolamentazione "duale" va completandosi.
E in Italia? Premesso che l’Italia è, assieme alla Grecia (fonte UE), lo stato con la regolamentazione più protettrice dello status quo, di riforma delle Professioni se ne parla e se ne scrive da decenni.
Il Governo Berlusconi che aveva promesso di liberalizzare e aveva i numeri per farlo in Parlamento, si è lasciato condizionare dagli interessi corporativi di medici, notai, ingegneri, ecc…, ignorando gli altri milioni di professionisti, anzi, tollerando una strisciante espansione delle "riserve" degli Ordini.
Ma il quadro sta migliorando.Numerose forze politiche, istituzioni varie, sono sempre più a favore di una regolamentazione "duale".
Intanto l’UE, il cui potere sta aumentando.
Mario Monti, l’ex Commissario alla Concorrenza ha fatto un ottimo lavoro a Bruxelles e anche il Commissario attuale, Charlie Mc Creevy, è molto determinato.
Il nostro attuale governo ha promesso una riforma in tal senso.
Relativamente ai Servizi Professionali il programma prevede: la liberalizzazione delle attività meno complesse e il riconoscimento delle professioni e delle loro associazioni.
Il Disegno di Legge del Ministro Mastella ne è una conferma: Convinti assertori sono i DS e la Margherita.
C’è l’appoggio totale delle tre confederazioni sindacali e del C.N.E.L. (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro).
Le forze politiche che si sono opposte a Bruxelles alla Direttiva di Bolkestein e che in Italia sono contrarie alle liberalizzazioni sono: Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista.
Il PdL sulle DBN
I Verdi stanno portando avanti con molta determinazione
il Progetto di Legge Pellegrino-Zanella che alla luce di quanto detto prima, suona vecchio, molto vecchio.
Non in linea con i tempi, così com’è infarcito di Commissioni chiamate a decidere su tutto.
La tutela dell’utente.
La giustificazione per leggi di questo tipo è, "bisogna tutelare l’utente". Bene, nella premessa del PdL stesso, sta scritto: "Un punto di forza di molte di queste discipline è sicuramente il lodevole lavoro svolto dalle associazioni di categoria che, in assenza di una normativa, hanno svolto un ruolo realmente supplente contribuendo a formare una mentalità, tra i professionisti e tra gli istituti di formazione, sempre più all’altezza del rapporto con i clienti. Deontologia professionale, curricula formativi, regime di garanzia assicurativa, uniformità dei setting lavorativi, formazione permanente,sono elementi costitutivi della professione a fianco dello specifico disciplinare, andando a rappresentare un comparto di lavoratori che già autonomamente hanno saputo  autoregolarsi."
Se quanto scritto è vero, ed è vero, allora il PdL, così come è scritto, non va bene.
L’utente deve essere informato a quale Associazione Professionale è iscritto l’operatore, e sugli estremi della polizza e poi sarà lui che, al termine del trattamento ne valuterà la qualità e l’efficacia e se la valutazione sarà buona, tornerà la settimana successiva. Quindi, niente Commissioni nazionali o regionali per valutare gli operatori, i formatori, le scuole, ma una che valuti le caratteristiche, le capacità organizzative, le qualità delle Associazioni Professionali a cui verrà delegato il compito di gestire il settore. D’altra parte, tutto questo è logico: alla buona qualità di un operatore shiatsu è più interessata una Commissione o un’Associazione Professionale di Operatori Shiatsu nata per tutelare il settore e gli operatori?
E i costi?
Ma come, mentre stiamo tutti litigando per una durissima Finanziaria, portiamo avanti un PdL che prevede costose Commissioni romane ed elenchi gestiti addirittura a livello di Presidenza del Consiglio? Siamo agli ultimi posti della competitività mondiale; Evitiamo di approvare un legge di questo tipo; sarebbe un viatico per scendere all’ultimo posto.
Cosa fare?
Scriviamo un agile PdL che preveda:
il riconoscimento delle DBN in un settore autonomo non sanitario; il riconoscimento delle Associazioni Professionali e i loro compiti; la delega ad operare a tutela degli utenti e del settore nel suo complesso.



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