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Shiatsu e politica: scoppia la pace

Claudio Parolin - Shiatsu-do

Nella foto:
la maggioranza (On. Lucchese, relatore Legge sulle M.N.C.),
l'opposizione (On. Giacco , segretario del comitato ristretto per le M.N.C.)
il mondo dello shiatsu (C. Parolin Delegato rapporti istituzionali dell'APOS)
il mondo dei medici (Dott. Sangiorgi , relatore del Convegno)
in una foto celebrativa del felice esito dell'incontro al convegno di Bologna

Shiatsu e politica: scoppia la pace.
Maggioranza e opposizione sostengono le Discipline Bio Naturali.
Incredibile e clamoroso successo della politica portata avanti dal settore maggioritario del movimento shiatsu italiano.
L’On. Lucchese, nel corso del tradizionale Convegno sulle Medicine non Convenzionali in occasione della fiera "Sana" di Bologna, ha annunciato la decisione di seguire il vecchio proverbio siciliano "Attacca l’asino dove vuole il padrone" (traduzione libera dal siciliano a cura della redazione).
In sostanza, visto che i medici non vogliono le nostre discipline (shiatsu e affini) nel settore sanitario (per non creare confusione, dicono, presso gli utenti) e preso atto che gli operatori shiatsu non vogliono (nella grande maggioranza) essere inseriti nelle professioni sanitarie (per non perdere la loro identità originale e la loro autonomia), presenterà alla Commissione Affari Sociali della Camera un maxiemendamento alla proposta di legge che porta il suo nome che propone, al capo IV, la disciplina degli operatori delle discipline bio naturali.
Da sottolineare, in ambito autonomo (non sanitario) e senza laurea triennale.

L’avventura iniziata nel novembre 2001 con la proposta avanzata dall’ Albo Professionale Operatori Shiatsu di un Progetto di Legge (PdL) finalizzato alla creazione di un nuovo settore autonomo denominato "discipline bio naturali" atto ad organizzare in ambito non sanitario le attività preordinate non alla cura delle patologie, ma alla piena espressione della forza vitale della persona (shiatsu, riflessologia, naturopatia ecc.), ha raggiunto il miglior esito possibile (e difficilmente immaginabile all’epoca).
La pubblicazione del testo sul n° 20 della rivista "Shiatsu Do" e il contestuale invio a 1.000 deputati, senatori e consiglieri regionali ha innescato 3 anni fa un processo che ha visto il PdL ripreso e proposto da numerose forze politiche prima in Veneto, poi in Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli V.G., Toscana, Provincia di Tento e via via in altre regioni e province autonome.
La prima tra queste leggi arrivata in porto, con l’approvazione del Consiglio Regionale Piemontese, è stata bloccata dalla Corte Costituzionale per la mancanza di una legge quadro nazionale che aprisse alla possibilità di una regolamentazione regionale; ma sul piano nazionale l’impostazione del PdL Lucchese era completamente diverso perché inseriva lo shiatsu al capo IV tra le "professioni sanitarie riservate ai non medici".
La cronaca (che è già diventata storia) della forte opposizione di ampi settori dello shiatsu al PdL Lucchese ha trovato puntuale descrizione su questo portale e la rivista "Shiatsu Do" nei mesi passati.
E ora si è alla vigilia del trionfo di una linea politica che ha prodotto i migliori risultati:
a) Le leggi regionali in discussione in 10 regioni trovano un quadro legislativo nazionale che le sostiene e realizza quella "concorrenza" che scongiurerà i ricorsi e ne permetterà l’attuazione.
b) Il PdL Lucchese proseguirà il suo iter legislativo con l’appoggio di maggioranza e opposizione e potrà procedere senza intoppi.
c) Anche nel caso in cui la legge non potesse vedere la luce in questi due anni di legislatura residua, la base da cui si partirà nella prossima legislatura sarà costituito da questo impianto favorevole allo shiatsu.
d) In ogni caso in tutto questo periodo di "vacanza legislativa" la pratica dello shiatsu resterà libera e senza vincoli, condizione ottimale che ha permesso fino ad oggi la miglior espressione della nostra disciplina.
Abbiamo la botte piena e la moglie ubriaca; se le leggi nazionali e regionali ristagnano, la professione non è regolamentata e quindi resta libera. Se le leggi nazionale e regionali arrivano all’approvazione e all’attuazione, avremo una professione regolamentata in modo rispettoso dello shiatsu come noi lo intendiamo e lo pratichiamo.
Grazie a tutti coloro che, individui e associazioni, hanno appoggiato e sostenuto la nostra azione e che, siamo certi, continueranno a vigilare e a mobilitarsi fino al pieno raggiungimento del nostro obiettivo; che è semplicemente quello di poter continuare a praticare lo shiatsu senza vincoli e pastoie nell’interesse dell’utente, dell’operatore e del benessere di tutta la collettività.
 



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