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giovedì 14 marzo 2013
ISCRIZIONE AI REGISTRI REGIONALI
venerdì 27 febbraio 2004
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venerdì 27 febbraio 2004
Nuovissimo progetto di legge della Lombardia
mercoledì 7 gennaio 2004
OMS - consultation
mercoledì 17 dicembre 2003
commento a caldo


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commento a caldo

Gianni Pizzati - Mondo Shiatsu

Dire "l'avevamo detto....!" non serve a nulla e quindi prendiamoci questo
passo falso del Piemonte per quello che ci serve.
Punto 1) a parte qualche brillante pensatore, che aveva immaginato si
potesse legiferare a livello regionale in merito a figure sanitarie, avevamo
detto tutti che la scelta di campo delle leggi sulle Discipline Bionaturali
era una scelta ovvia stante la situazione culturale e normativa italiana.
Persino per la legge nazionale risulta fuorviante associare le medicine non
convenzionali alle biodiscipline e in effetti molta parte di responsabilità
nello stallo della P.d.L. Lucchese sta proprio nel voler tenere assieme
forzatamente le 9 sorelle (così individuate fin dai tempi della Commissione
Lannoye) a cui la classe medica ormai guarda come territorio di caccia
privato, assieme alle molte ed eterogenee discipline che possono competere
alla legge sulle biodiscipline. La situazione oggi può paradossalmente
essere migliore e più chiara: da una parte le Medicine non Convenzionali che
vanno in mano medica e prevedono una legge quadro nazionale; dall'altra le
Biodiscipline che possono prevedere una normativa regionale in quanto NON
SONO FIGURE PROFESSIONALI SANITARIE.

In perfetta armonia con questa realtà chiederemo lo stralcio della posizione
delle biodiscipline dalla legge nazionale di cui è relatore l'On. Lucchese.

Punto 2) Di non secondaria importanza è il rilievo che la Corte fa in merito
alla discriminazione che deriverebbe dal sancire un principio di libera
circolazione delle nuove figure professionali limitandone la circolazione al
solo territorio regionale. E' ben vero che ciò accadrebbe non potendo una
regione legiferare al di là dei suoi confini (questo vale per qualsiasi
professione anche non sanitaria), ma è pur vero che le indicazioni di
livello comunitario possono essere recepite in via preventiva anche da una
sola regione quando non contrastino con disposizioni nazionali e in questo
caso le disposizioni esplicite nazionali riguardano soltanto le professioni
sanitarie. Ed infatti immediatamente dopo la sentenza ritorna a far
riferimento esplicito a quanto è in atto in Italia per le questioni inerenti
alle 9 sorelle (omeopatia etc...)

In conclusione questa sentenza non sposta nulla dell'iter che abbiamo
intrapreso in diverse Regioni, semmai rafforza la necessità di adeguare,
anche a livello nazionale, le scelte strategiche che hanno motivato le leggi
sulle Biodiscipline naturali.
Buon lavoro a tutti
Gianni Pizzati



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