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Ultimissime 13 ottobre 2003

Claudio Parolin - Shiatsu-do

Autunno vivace per lo shiatsu istituzionale. Dopo il ristagno estivo le iniziative legislative stanno tornando a ribollire. A livello nazionale sembra tutto sotto controllo; l’on Lucchese continua tranquillamente per la sua strada, riaffermando in tutte le occasioni la validità dell’impostazione della sua legge, ma la sua è sempre più "una voce che grida nel deserto" cioè non lo ascolta più nessuno. Abbiamo avuto occasione di ascoltarlo e dibattere con lui in svariate occasioni (la festa dell’Unità a Bologna il 13 settembre, il convegno al "Sana" di Bologna il 14 settembre e il convegno al Congresso nazionale di agopuntura a Milano il 12 ottobre) e risulta inamovibile sulle sue convinzioni già ampiamente esaminate su questo portale e sulla rivista "Shiatsu Do". La novità è che risulta scarsamente seguito (neanche il suo partito, per non parlare degli altri partiti, lo sostiene attivamente). Il Comitato Ristretto per le Medicine non Convenzionali, da lui presieduto non si è più riunito e non ha ancora un calendario. Dichiara di aver ricevuto un pacco "alto così" di osservazioni e proposte che esaminerà, con gli esperti della Commissione Toscana, entro il 20 ottobre e di voler poi procedere alla convocazione del Comitato Ristretto. Ma dubitiamo seriamente della disponibilità degli altri componenti della Commissioni Affari Sociali della Camera dei Deputati a seguirlo (per svariati e a volte contrapposti motivi) sulla sua strada. Non sono ovviamente da escludere colpi di mano ma sono del tutto improbabili, stante il fatto che il segretario del Comitato stesso, il diessino Luigi Giacco, nei convegni bolognesi (ma anche in un incontro con praticanti shiatsu e operatori sociali ad Ancona in data 12 ottobre) si è dichiarato esplicitamente e senza riserve favorevole alle nostra proposta per le "Discipline Bio Naturali". E’ questa una grossa vittoria dello shiatsu e dei settori collegati "bionaturali" (ma sopratutto dello shiatsu che in questi mesi ha costituito la principale forza sociale che ha espresso una opposizione chiara e decisa alla impostazione "sanitaria" del nostro settore). Non sopravvalutiamoci perché sull’altro versante sicuramente il malcontento e la contrarietà di ampi settori della categorie dei medici rispetto allo "sdoganamento" delle M.n.C. ha avuto un indubbio ruolo (e lo avrà in futuro contro ogni forma di apertura al pluralismo culturale) nel frenare (parlare di affossamento è forse prematuro) la legge Lucchese. Ma non disconosciamo neppure il ruolo che ha avuto in questi mesi lo shiatsu e le sue organizzazioni nel portare a livello sociale allargato il dibattito e nel porre alcuni punti fermi, in particolare con il Forum di Milano del dicembre 2001 e con il Convegno di Firenze dell’aprile 2002 ribadendo con forza la propria indisponibilità ad essere inquadrato nella Sanità e nella Università. Ma non è trattato di una semplice opposizione alla legge Lucchese (che potrebbe essere efficace ma priva di sbocchi perché non basta dire di no e alla lunga anche le barricate più robuste crollano), ma di una strategia articolata. A livello regionale infatti le leggi per le DBN proposte dall’Albo Professionale Operatori Shiatsu stanno procedendo bene, anche se con ritmi diversi e situazioni contrastate e, a volte, contraddittorie. Friuli Venezia Giulia: il testo di legge (che pubblicheremo integralmente nella forma aggiornata appena conclusi i lavori di adeguamento) sta subendo gli ultimi ritocchi per andare in Commissione e in tempi brevi in Consiglio Regionale per l’approvazione. In Lombardia si stanno concordando i ritocchi per accogliere alcune variazioni necessarie per accorpare i testi (tre) depositati (due simili per le DBN e uno per la naturopatia presentato dall’UDC), ma non sembrano esserci grosse difficoltà nell’operazione; la prossima settimana, salvo sorprese dell’ultima ora dovrebbero essere convocate le audizioni delle associazioni interessate per procedere entro il mese prossimo alla approvazione in Commissione Formazione e quindi al dibattito in aula. Veneto: la situazione è più contrastata per una situazione di scontro frontale tra maggioranza e opposizione che si è verificato in Commissione Cultura, presso cui la legge sulle DBN è in esame. In realtà non si tratta sostanzialmente di uno scontro sulle DBN ma di una situazione "calda" generale che rischia di scaricarsi sulla legge che ci riguarda. Stiamo operando per evitare che la rottura divenga definitiva e sia possibile evitare il blocco della legge. Toscana: i capi gruppo della maggioranza si sono trovati d’accordo sull’opportunità di portare avanti in tempi brevi la legge sulla base del testo (rimaneggiato rispetto a quello originario) che pubblicheremo integralmente nei prossimi giorni. Nelle altre regioni la situazione è statica; fa eccezione la Calabria dove è stata presentata una legge a contenuto "sanitario" che però non appare di rapida discussione. Conferenza Stato-Regioni: la via regionale, che abbiamo scelto di percorrere (sembra con successo) trova completamento nella procedura di coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni che stiamo portando avanti (ovviamente attraverso le Regioni che avranno approvato le leggi sulle DBN e che sono disposte ad attivarsi, per ora Friuli e Toscana) per la definizione in quella sede di un ambito proprio delle DBN – quello che si sta’ rivelando più idoneo secondo gli approfondimenti in corso è quello socio-sanitario – che ne consenta la piena espressione autonoma in tutti i settori della vita del paese, sia in ambito sanitario che sociale. La Conferenza Stato-Regioni costituisce l’organismo istituzionale più adeguato per creare quel quadro normativo generale che consentirà alle Regioni di operare sulle DBN senza rischi di conflitti di competenza e ci garantirà che in tutte le Regioni le regole siano analoghe e tali da non penalizzare la libera espressione dei nostri operatori. Corte Costituzionale: a proposito di conflitti di competenza, in settimana (martedì 13 ottobre) si svolgerà la seduta della Corte Costituzionale che esaminerà la causa che oppone il Consiglio Regionale del Piemonte al Governo per la legge per le M.n.C. e le D.n.C. approvata lo scorso ottobre. Avremo così una sentenza che chiarirà gli ambiti di competenza nella materia che ci riguarda e preciserà la portata delle leggi regionali in materia di salute e benessere.


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