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giovedì 13 febbraio 2014
Comunicazione n°6
giovedì 21 marzo 2013
legge sulle professioni: LA SAGRA DELL'ARIA FRITTA
venerdì 19 marzo 2010
Aggiornamento - Politico Istituzionale
giovedì 2 novembre 2006
E’ nata!
lunedì 13 marzo 2006
Legge DBN: Liguria!
giovedì 23 giugno 2005
Toscana - ASL e medicine non convenzionali


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Aggiornamento - Politico Istituzionale

Claudio Parolin - Mondo Shiatsu

Cari amici, in questa comunicazione riapriamo una finestra sulla politica istituzionale e riavviamo l’informazione sulle iniziative che a quel livello stanno muovendosi in Lombardia.

Come sapete in Lombardia è in piena attività il Comitato Tecnico Scientifico istituito in base alla legge 2/2005 per le DBN. Tale Comitato è composto da 120 associazioni (enti di formazione e associazioni professionale) che hanno chiesto di farne parte trovandosi in possesso dei requisiti previsti dalla legge. I lavori del CTS sono preparati e trovano attuazione operativa grazie al lavoro di un Consiglio Direttivo eletto dal CTS che si interfaccia con la Regione per coordinare le iniziative e le attività. Il ritmo degli incontri è serrato (ogni 2 – 3 settimane) e pertanto il lavoro svolto è notevole. Attualmente è in dirittura di arrivo un documento per la definizione dei requisiti richiesti agli operatori in DBN per l’inserimento nel Registro Regionale degli Operatori e alle associazioni che fanno formazione per l’inserimento nel Registro Regionale degli Enti di Formazione.

Il CTS ha deciso di varare, come prima sperimentazione, registri propri (ovvero senza deklibera della Giunta Regionale come previsto dalla legge 2/2005) sia per verificare la fattibilità e rodare il sistema, sia per non lasciare “in vacanza” il periodo elettorale e far trovare “già operativi” i registri (anche se non ancora ufficiali) alla nuova Giunta che uscirà dalle elezioni di fine marzo. È la strategia del “fatto compiuto” che abbiamo adottato anche in passato con successo e che ha permesso, nonostante le lungaggini politiche e i freni burocratici, di realizzare un programma ricco e produttivo. Un altro importante obiettivo già realizzato dal CTS è stata l’approvazione della bozza di un PdL nazionale per la Tutela delle DBN.

Si badi bene non di un PdL per il riconoscimento delle DBN (ipotesi di irreggimentazione delle DBN che riteniamo poco in sintonia con la “libera” pratica delle nostre discipline e che del resto si è rivelato illusoria e fallimentare negli ultimi 20 anni) ma per la Tutela delle DBN, ovvero per istituire un ambito di pratica libera delle DBN, gestita dalle DBN stesse, che escluda qualsiasi velleità da parte di fisioterapisti, estetiste e altre categorie professionali regolamentate di appropriarsi delle nostre discipline. È una strategia innovativa che contiamo possa essere vincente (come è stata vincente all’inizio degli anni ’00 la strategia del nuovo settore denominato DBN) proprio perché scombina i giochi politico/burocratico/istituzionali posti in essere dai nostri “affamati” competitors (penso siate al corrente del PdL proposto dalle estetiste per appropriarsi delle DBN).

È importante che leggiate attentamente il testo della legge per coglierne l’assoluta novità e, eventualmente, fare le vostre osservazioni per approfondire assieme il tema. Perché poi si tratterà, passate le elezioni regionali, di attivarsi per farla diventare “fatto compiuto” a tutela della nostra cultura, della nostra pratica, della nostra professione, delle nostre associazioni.

Milano, 19 marzo 2010

Claudio Parolin

 

Progetto di Legge nazionale per la Tutela delle Discipline Bio Naturali

 

 Art. 1.

            La Repubblica Italiana, prendendo atto della crescita nella vita sociale di una nuova rete di attività costituita da discipline finalizzate alla piena espressione della vitalità, attualmente contemplate da alcune legislazioni regionali, denominate Discipline Bio Naturali, costituisce un settore con tale denominazione, ne definisce le caratteristiche, le attribuzioni e i limiti.

 

Art. 2.

            Il settore di attività denominato Discipline Bio Naturali è costituito dalle discipline che si riconoscono nell’adesione ai principi uniformatori di tali attività, ovvero:

a)      la finalizzazione alla piena espressione della vitalità, patrimonio unico e irripetibile di ogni persona in qualsiasi età, condizione sociale, stato di benessere.

b)      l’approccio olistico alla persona, presa in considerazione come organismo vitale indivisibile.

c)      l’utilizzo esclusivo di tecniche, strumenti, prodotti naturali.

 

Art. 3

            I fondamenti culturali che qualificano il settore delle D.B.N. espressi nell’art. 2 definiscono e differenziano le pratiche delle D.B.N. dalle attività di altri settori che si occupano di servizi alla persona quali le discipline sanitarie, le attività estetiche e le pratiche finalizzate alla forma fisica. Le D.B.N. si propongono di liberare e valorizzare le risorse vitali della persona creando le migliori condizioni per una vita piena e felice, senza entrare nel merito di situazioni patologiche, di inestetismi, di deficit di prestanza fisica. Le D.B.N. pertanto forniscono un rilevante contributo al benessere individuale e sociale con una propria modalità specifica, originale e riconoscibile senza sovrapporsi o confondersi con le attività riservate alle professioni sanitarie direttamente finalizzate alla cura delle patologie, le attività estetiche direttamente finalizzate alla cura degli inestetismi, alle attività di fitness e simili direttamente finalizzate al mantenimento e ripristino della prestanza fisica.

 

Art. 4

            L’adesione al settore delle D.B.N. da parte di singoli e gruppi cultori delle discipline praticate in Italia, attraverso le libere associazioni che li rappresentano, è libero e volontario ed è unicamente condizionato al rispetto coerente dei tre principi riportati nell’Art. 2. Il compito di vigilare sulla reale ottemperanza a tale unica condizione nell’approccio culturale e nella prassi da parte dei cultori di ogni disciplina è affidato agli organismi istituiti da questa legge agli artt. 8 e 10.

 

Art. 5

            Le attività nell’ambito delle DBN sono libere , nel rispetto delle normative vigenti.

 

Art. 6

            Sono istituiti a livello regionale registri in cui, su base volontaria, potranno essere inseriti gli operatori in DBN che ne fanno richiesta e che rispettino adeguati requisiti in materia di formazione ed aggiornamento, deontologia e servizi garantiti (tra cui adeguate copertureassicurative). L’operatore in DBN può chiedere l’inserimento nel registro regionale di una o più regioni a sua scelta. I parametri necessari e sufficienti per l’iscrizione nei registri regionali sono stabiliti dalla commissione nazionale DBN, come definita all’art. 8. La gestione dei registri regionali sarà affidata alle commissioni regionali DBN, come definite all’art. 10.

 

Art. 7

            Gli operatori in DBN che sono ammessi ai registri regionali nel pieno rispetto dei requisiti necessari, riceveranno un Certificato di Qualità, con logo ministeriale e regionale, che potranno utilizzare nella propria attività e divulgazione promozionale, nonché esibire a privati e datori di lavoro. Per favorire il buon funzionamento dei registri regionali senza eccessivi oneri per gli enti gestori, l’iscrizione e il mantenimento nel registro regionale, nonché il rilascio del Certificato di Qualità, potrà essere a titolo oneroso.

 

Art. 8

            È costituita presso il Ministero delle Attività Produttive la Commissione Nazionale DBN composta da 11 membri di cui: 7 espressi in rappresentanza delle associazioni professionali DBN, 1 rappresentante delle associazioni di consumatori, 1 del ministero delle Attività Produttive, 2 delle Regioni.

 

Art. 9

            Le funzioni e le competenze della commissione nazionale DBN sono:

a)      definire e aggiornare le modalità di funzionamento dei registri regionali in ordine alla iscrizione, al mantenimento dell’iscrizione, alla decadenza ed esclusione, al rilascio dei certificati e ogni altra questione relativa alla loro istituzione e al loro funzionamento

b)      definire e aggiornare i requisiti richiesti per l’inserimento di operatori in DBN nei registri regionali.

c)      monitorare le attività delle commissioni regionali e il funzionamento dei registri regionali esercitando una funzione super partes finalizzata ad evitare disparità di trattamento degli operatori in DBN nelle diverse regioni.

d)     ricevere e deliberare sugli esposti avanzati dagli operatori in DBN in ordine alla attività delle Commissioni Regionali e intervenire nelle controversie tra le istanze regionali per regolare con apposite disposizioni l’oggetto delle controversie stesse.

e)      avanzare proposte agli Enti Competenti in ordine a tutti gli aspetti delle attività DBN: in materia di formazione ed aggiornamento, fiscale e tributaria, esercizio delle attività dei profili di competenza DBN, progetti di ricerca e qualsiasi altra attività relativa al settore delle DBN.

f)       definire le norme transitorie in riferimento agli operatori che svolgono la professione in data anteriore all'entrata in vigore della legge

 

Art. 10

            Sono costituite presso gli Assessorati alle Attività Produttive le Commissioni Regionali DBN composte da 9 membri di cui: 7 espressi in rappresentanza delle associazioni professionali DBN, 1 in rappresentanza delle associazioni di consumatori, 1 rappresentante della Regione.  

 

 Art. 11

            Le funzioni e le competenze delle Commissione Regionali DBN sono:

a)      provvedere alla istituzione e alla gestione dei registri regionali per operatori in DBN nell’ambito e nel rispetto delle direttive stabilite dalla Commissione Nazionale.

b)      valutare le domande di inserimento nei registri e verificare i requisiti dei candidati nell’ambito e nel rispetto delle direttive stabilite dalla Commissione Nazionale. provvedere alle iscrizioni, sospensioni ed esclusioni

c)      vigilare sul rispetto dei requisiti ed intervenire qualora non fossero mantenuti, in particolare vigilare sul rispetto del codice deontologico.

d)     vagliare gli esposti provenienti da operatori in DBN, utenti, cittadini, intervenendo tempestivamente in caso di violazioni o di temute violazioni.

e)      emanare un regolamento che stabilisca le procedure di iscrizione, sospensione ed esclusione nei e dai registri regionali, le modalità di intervento e gli eventuali provvedimenti disciplinari.

f)       svolgere una azione finalizzata alla divulgazione a favore delle DBN e funzionale all’accreditamento autorevole del Certificato di Qualità rilasciato ai professionisti DBN iscritti ai Registri Regionali presso il pubblico, gli utenti, gli enti, le istituzioni.

 

Art. 12.

I fondi necessari al funzionamento della Commissione Nazionale sono a carico del Ministero delle Attività Produttive; i fondi necessari al funzionamento delle Commissioni Regionali sono a carico degli Assessorati alle Attività Produttive delle rispettive Regioni.

 

Art. 13.

Norme transitorie: la composizione della prima Commissione Nazionale.

Per quanto riguarda la rappresentanza delle associazioni professionali (7 membri) sarà stabilita in base ai seguenti criteri: un rappresentante per ogni associazione professionale registrata presso il Ministero di Grazia e Giustizia o in difetto associazioni che rispettino i requisiti di cui all’art. 26 del DGLS 206/2007 in base ad una graduatoria creata sulla base del  numero totale degli iscritti (con il limite massimo di 1 rappresentante per ogni disciplina). Per quanto riguarda le Regioni: un rappresentante di ogni regione in cui sia in vigore  una legge per le DBN in base all’ordine cronologico di promulgazione.

La Commissione Nazionale resterà in carica per un biennio e definirà le modalità di composizione  delle Commissioni future.

 

Art. 14

Norme transitorie: la composizione delle prime Commissioni Regionali.

Per quanto riguarda i rappresentanti delle associazioni professionali si adotta una metodologia analoga a quella prevista nell’Art. 13 con la variante che il dato di riferimento sarà il numero degli iscritti residenti in regione con il limite massimo di 1 rappresentante per ogni disciplina. Rimarranno in carica per un biennio. Le modalità di composizione definitive delle commissioni regionali saranno stabilite in sede di Commissione Nazionale.

 



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