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OLANDA - REL. MEDICINE NON CONV.
12/05/2003 - RELAZIONE
 
59 - 12/05/2003
OLANDA - REL. MEDICINE NON CONV.
TERAPIE NON CONVENZIONALI - LIBERTÀ DI SCELTA
Una innovazione significativa e forse degna di studio approfondito per la sua applicabilità in Italia invece, viene dall'Olanda con una legge approvata il 9 novembre 1993, la "legge per la riforma delle professioni della salute". Ritengo utile riportare la legge olandese qui in modo più dettagliato, perché con essa viene introdotto un nuovo concetto e viene infatti percorsa una strada che al contempo assicura la qualità delle prestazioni sanitarie, tutela la salute e l'incolumità del cittadino malato e permette la più ampia scelta in materia di metodologie di cura.
La nuova legge olandese è una legge quadro da essere completata con decreti specifici e sostituisce tutte e dodici le norme legislative preesistenti sulle professioni sanitarie.
La nuova norma fa un passo significativo nell'abbandonare il vecchio divieto dell'esercizio della "professione medica" senza autorizzazione, aprendo così il campo delle cure e della salute a tutti, specialmente a tutte le professionalità che sono cresciute nel campo della medicina alternativa All'utente viene data la possibilità di scegliere liberamente a quale terapeuta rivolgersi. Per prevenire, dall'altro canto, rischi inaccettabili per la salute derivanti da incompetenza professionale, certe procedure vengono escluse in modo specifico, cioè vengono riservate a determinate figure professionali, inoltre viene introdotto il divieto di agire in modo da arrecare danni alla salute di una persona. Qui segue una breve rassegna delle singole disposizioni della nuova legge olandese:
1) Qualità:
La legge crea le precondizioni per lo sviluppo e il monitoraggio di standard di qualità nella sanità individuale. Se necessario, si potrà intervenire con decreti per dare altre regole a certi aspetti qualitativi come l'aggiornamento professionale, ecc.
2) Protezione dei titoli:
La scomparsa del divieto dell'esercizio della professione medica senza autorizzazione significa la fine del sistema delle professioni protette. L'esercizio delle funzioni mediche non è più ristretto a certi professionisti medici. La nuova legge introduce un sistema di protezione dei titoli di un numero limitato di professioni. La protezione dei titoli può avvenire per legge o per decreto ministeriale. La differenza principale è che l'albo delle professioni solo nel primo caso viene istituito e mantenuto dal governo. La legge stessa individua otto professioni a titolo protetto che hanno dei regolamenti per quanto riguarda i corsi di studio e le competenze professionali. Le funzioni ristrette (vedi sotto) ricadono in una o nell'altra di queste otto professioni. Si tratta delle seguenti professioni:
- medico;
- dentista;
- chimico farmaceutico;
- psicologo clinico;
- psicoterapeuta;
- fìsioterapeuta;
- ostetrica;
- infermiera;
3) Registrazione:

Sono stati istituiti registri ufficiali per quelle otto professioni. Può esercitare solamente chi è iscritto nel relativo registro. La registrazione non è automatica. Necessita di domanda e del pagamento di una tassa. E' previsto anche un limite temporale dell'iscrizione con la necessità di ripresentare la domanda e una conseguente valutazione della competenza professionale. Il registro è aperto al pubblico, cioè può essere ispezionato sia dalla persona stessa che dal pubblico in generale.
La registrazione delle altre professioni è volontaria ed è previsto che sia applicata soprattutto a professioni paramediche, come per esempio logopedista, igienista dentale e dietologa. I decreti applicabili a quel tipo di professione detteranno regole di studio e daranno una definizione dell'area di competenza. La legislazione proteggerà l'uso del relativo titolo. Il governo non istituirà però un registro, che potrà invece essere istituito dalle società professionali.
4) Specializzazioni:
Nel corso degli anni si sono sviluppate delle specializzazioni che non avevano finora delle regole individuali. La nuova legge permette di dare dei regolamenti a queste specializzazioni, proteggendone il titolo ed assicurando la competenza degli operatori.
5) Le procedure riservate:
II principio di base della nuova legislazione è che l'esercizio della medicina è aperto a tutti. Ma la legge fa certe eccezioni a questa regola. Alcune procedure possono essere messe in atto solo da professionisti autorizzati per legge. Queste sono le procedure che comportano un alto grado di rischio per il paziente se utilizzate da persone non esperte. E' un fatto penale l'utilizzo di queste procedure senza la dovuta autorizzazione. Si tratta di: - procedure chirurgiche;
- procedure ostetriche;
- utilizzo di cateteri ed endoscopie;
- punture ed iniezioni;
- anestesia generale;
- procedure che richiedono l'impiego di sostanze radioattive e delle radiazioni ionizzanti;
- cardioversione;
- defibrillazione;
- terapia elettroconvulsiva;
- litotripsia;
- inseminazione artificiale.
Le procedure riservate possono essere utilizzate da due gruppi di persone: quelle che hanno l'autorizzazione diretta e quelle che possono utilizzare una procedura su ordine di un professionista autorizzato. Autorizzazione diretta è data dalla legge ai medici, ai dentisti ed alle ostetriche, specificando per ogni professione quali sono le procedure ammesse. Sono state stabilite anche delle regole sotto le quali un professionista non autorizzato può utilizzare delle procedure ristrette, su ordine sempre di un professionista autorizzato.
6) Codice Disciplinare:
Le professioni regolamentate per legge avranno un loro codice disciplinare; le leggi civili e penali non contengono strumenti adatti a questo scopo. La revisione dei vecchi codici disciplinari è diretta verso una maggiore apertura al pubblico delle procedure. Le misure disciplinari vanno dal semplice avvertimento alla radiazione del nominativo dal registro. Le persone radiate per ragioni disciplinari non possono essere riammesse.

 



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